Cesare Battisti, il Brasile ordina l’arresto: esiste il pericolo di fuga

Cesare Battisti, il Brasile si prepara alla sua estradizione 

Il nuovo corso in Brasile voluto dal neo presidente Jair Bolsonaro inizia a dare le prime conseguenze immediate. In queste ore, infatti – secondo quanto riferito da “Ansa.it” – il magistrato del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano, Luis Fux, ha ordinato l’arresto di Cesare Battisti, con un provvedimento immediatamente esecutivo. 
Nella giornata di ieri il Presidente Jair Bolsonaro ha ricevuto l’ambasciatore ed ha nuovamente ribadito la volontà del Brasile di concedere l’estradizione di Battisti, considerandolo una sorta di “piccolo regalo” per il popolo italiano.

Secondo quanto si legge su “Ansa.it”, è praticamente scontato che i legali di Battisti presentino ricorso contro la decisione di Fux, rivolgendosi all’intero Srf. In ogni caso, l’ex terrorista sarà costretto ad attendere la decisione finale dietro alle sbarre. Lo scorso ottobre, Battisti era stato arrestato a Corumbà. Secondo la ricostruzione formulata dall’accusa, stava provando ad attraversare il confine boliviano con 6.000 dollari e 1.300 euro non dichiarati. Dopo 3 giorni è stato rilasciato, ma è rimasto sotto processo per esportazione illegale di valuta. 

Chi è Cesare Battisti?

Cesare Battisti, nato nel 1954 a Cisterna di Latina, in Italia è stato condannato a due ergastoli in contumacia per 4 omicidi avvenuti alla fine degli anni Settanta. Due compiuti in prima persona, mentre gli altri due in concorso con altri. Nel corso di una detenzione a Udine, viene in contatto con Arrigo Cavallina e decide di entrare a far parte del Pac, ossia il gruppo eversivo di Proletari armati per il comunismo. Battisti si è sempre dichiarato innocente  in merito agli omicidi che gli vengono contestati. Nel 1981, dopo essere stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere, riesce ad evadere. Fugge in Francia e lì vive in clandestinità per un anno, prima di riuscire a raggiungere il Messico.

Nel 1984 Battisti viene condannato in contumacia all’ergastolo in Italia e nel 1990 torna in Francia, a Parigi. Lì vive in un’ampia comunità di rifugiati italiani che sono protetti dalla cosiddetta dottrina Mitteran. Quest’ultima garantisce anche agli autori di crimini efferati di non essere estradati nei Paesi d’origine se il loro sistema giudiziario non viene considerato in linea con gli standard democratici. Nel 2014, però, Parigi concede l’estradizione a Battisti che riesce a fuggire, trasferendosi in Brasile, dove ottiene lo status di rifugiato politico dal 2009. Nel 2010 il Presidente brasiliano Lula non concede l’estradizione all’Italia. Oggi, però – con l’arrivo di Bolsonaro alla guida del Brasile – la situazione è cambiata. La fuga di Battisti potrebbe essere giunta al capolinea. 

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